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 Il “Comitato per la Rappresentanza parlamentare” ha iniziato una raccolta fondi per sostenere le azioni legali condotte dall'Avvocato Felice Carlo Besostri e la sua squadra di "Avvocati anti-italikum", per raggiungere il risultato che d’ora in poi ogni legge elettorale sia sottoposta alla Corte Costituzionale, affinché ne verifichi la legittimità costituzionale, prima delle elezioni, garantendo che sia rispettato il diritto di noi cittadini ad essere rappresentati ed il diritto dei nostri rappresentanti in Parlamento a rappresentarci in piena autonomia e libertà di coscienza.



Il nostro obbiettivo in sintesi

Il “Comitato per la rappresentanza parlamentare” ha lo scopo di raccogliere fondi per sostenere le azioni legali necessarie a far sì che d’ora in poi ogni legge elettorale sia sottoposta alla Corte Costituzionale, affinché ne verifichi la legittimità costituzionale prima delle elezioni e garantisca che sia rispettato il diritto di noi cittadini ad essere rappresentati, così come il diritto dei nostri rappresentanti in Parlamento a rappresentarci in piena autonomia e libertà di coscienza.


La garanzia del nostro pieno diritto di voto è determinante per la qualità e la rappresentatività dei nostri parlamentari, la legittimità ed il ruolo del Parlamento quale istituzione centrale della nostra democrazia, l’effettiva sovranità di noi cittadini sulle scelte della nostra Repubblica.

Per approfondire: 
perché e come del Comitato


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Le azioni pianificate in sintesi

Tre sono i temi/obiettivo delle azioni legali:

  1. avviare immediatamente, in qualità di cittadini rappresentati in Parlamento, un ricorso alla Corte Costituzionale, per ottenere “la verifica di legittimità costituzionale della legge elettorale vigente” (Rosatellum e sue integrazioni) da estendere a qualsivoglia modifica e nuova legge elettorale;

  1. verificare la viabilità giuridico-costituzionale di una norma per cui “un Parlamento, eletto con una legge elettorale priva della verifica preventiva di legittimità costituzionale, abbia poteri limitati alla sola ordinaria amministrazione fino all'esito positivo di detta verifica, essendone disposto lo scioglimento e il ricorso a nuove elezioni in caso di esito negativo”;

  1. evidenziare come la tutela della rappresentanza parlamentare, possa essere assicurata grazie a una “Legge sulla rappresentanza” indipendente dalla formula elettorale e sovraordinata a qualsivoglia legge elettorale, legge che si ponga quale valida alternativa all’innalzamento di rango della legge elettorale da ordinario a costituzionale.

Lo scopo di queste azioni è impedire di essere ancora costretti ad andare a votare con una legge elettorale incostituzionale e di ottenere che ci venga restituito il pieno diritto di voto, sottrattoci dal 2005 a partire dalla legge nota come Porcellum: il successo di queste azioni ci consentirà di tornare finalmente a scegliere i nostri rappresentanti e ad avere un Parlamento legittimo.


Le azioni legali saranno condotte da un pool di avvocati coordinati dall’Avv. Felice Carlo Besostri, che presenteranno ricorsi in circa 50 tribunali nazionali, al fine di aver maggiori probabilità di ottenere un pronunciamento di merito da parte della Corte Costituzionale.


Per approfondire:

Cosa ha fatto sinora Felice Besostri

Cosa intende fare Felice Besostri


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Le ragioni del Comitato in sintesi

15 anni di leggi elettorali alla ricerca della governabilità hanno trasferito la rappresentanza parlamentare dai cittadini ai partiti, con l’evidente risultato che la Seconda Repubblica è più ingovernabile della Prima Repubblica.


Delle tre leggi elettorali approvate dal 2005 ad oggi, due sono state successivamente dichiarate incostituzionali per carenza di rappresentanza dei cittadini e quella attualmente in vigore, non ancora sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale, riproduce meccanismi di rappresentanza analoghi a quelli delle precedenti.


Votare di nuovo con una legge elettorale priva della garanzia di legittimità costituzionale riguardo alla rappresentatività del Parlamento, confermerebbe la situazione attuale e metterebbe in serio pericolo la nostra democrazia. è inoltre ampiamente condiviso che, in concomitanza con la riduzione del numero dei parlamentari, la rappresentanza sia il tema centrale della riforma del sistema elettorale.

Non deve più avvenire che, per far valere il nostro pieno diritto di voto contro una cattiva legge elettorale, noi cittadini siamo costretti a ricorrere alla Corte Costituzionale, con tutti gli ostacoli della procedura e con l’attesa di anni per ottenere la sentenza.

Il Comitato per la rappresentanza parlamentare opera affinché d’ora in poi la Corte Costituzionale debba verificare, ben prima delle elezioni, se la legge elettorale rispetta i requisiti della rappresentanza parlamentare.


Per approfondire:


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Chi è Felice Carlo Besostri

Felice Besostri, avvocato, già sindaco, già senatore, negli ultimi anni il battagliero capofila degli avvocati del gruppo “anti-italikum”, che hanno promosso in vari Tribunali italiani i ricorsi necessari per far pronunciare la Corte Costituzionale sulla incostituzionalità delle leggi elettorali "porcellum" e "italikum". Che sono state, infatti, dichiarate incostituzionali.


Nel 2005 veniva approvata la legge elettorale poi chiamata "porcellum", una vera e propria porcata, a detta del suo stesso proponente Calderoli, a danno di chi in quel momento nel Parlamento era minoranza.

Felice Besostri, nel 2008, con gli avvocati Claudio Tani e Aldo Bozzi, hanno iniziato un’azione, promossa inizialmente da 27 cittadini elettori di ogni parte d’Italia, per l’accertamento del diritto di votare in conformità alla Costituzione (un resoconto dettagliato dello stesso Besostri è QUI). Sono riusciti alla fine, nel 2014, a far pronunciare la Corte Costituzionale sulla legge: e la Corte ha dato loro ragione.

Dopo aver vinto la guerra anti-porcellum, Besostri con gli "avvocati anti italikum" ha ingaggiato un nuovo scontro puntando sull'incostituzionalità anche dell'italicum. La strategia processuale prescelta stavolta fu quella di promuovere 23 ricorsi contro la legge elettorale presso altrettanti tribunali di città capoluogo di distretto di Corte d’Appello, in modo da massimizzare la probabilità che qualcuno di essi portasse la legge davanti alla Consulta. E la Corte ha nuovamente dato loro ragione, dichiarando incostituzionale l'italicum prima ancora che venisse usato per una tornata elettorale.

Il Parlamento ha votato allora a colpi di voti di fiducia, contro l'Art. 72 della Costituzione, la terza legge elettorale incostituzionale, legge Rosato o "Rosatellum"(incostituzionale per liste totalmente bloccate, voto congiunto obbligatorio di liste plurinominali e candidati uninominali, premio di maggioranza nascosto, mancato rispetto percentuali seggi proporzionali e maggioritari), con il preciso scopo di blindare in parlamento alcuni partiti e di toglierci il diritto di scegliere i nostri rappresentanti. 

Per far giudicare anche il Rosatellum dalla Corte Costituzionale, Felice Besostri ha predisposto una serie di ricorsi analoga a quelli usati contro l'Itaicum

Il problema è che, nelle azioni contro le precedenti leggi elettorali, tutte le spese legali necessarie ad impugnare l'italikum presso 22 sedi di Corti d'Appello, e permetterne il rinvio alla Corte Costituzionale, sono state sostenute personalmente dallo stesso Besostri, adoperando il suo vitalizio di ex Senatore, perché riteneva di doverlo restituire in qualche modo alla comunità e non usarlo per incrementare il suo patrimonio. 

Ma il vitalizio è stato tagliato in una misura per cui quella fonte di risorse non è più disponibile.

Per questo è stato costituito il Comitato per la Rappresentanza parlamentare: cittadini, preoccupati che un Parlamento eletto con una legge incostituzionale ci propini una sua nuova Costituzione con ridotte tutele democratiche, approvata a colpi di voti di fiducia, si sono attivati per raccogliere i fondi necessari: alcune decine di migliaia di euro.


Per approfondire:


Cosa ha fatto sinora Felice Besostri





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